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Favole per bambini - Giampiero e le mappe mentaliNella stanza dei giochi Nuccia e Rico seduti sul tappeto erano intenti a fare una costruzione esemplare.

In quei giorni sentivano tanto la mancanza di Giampiero, il fratellino maggiore che spesso si univa ai loro giochi.

Quando lo chiamavano lui diceva che era molto occupato con dei disegni artistici ed essi accoglievano il suo diniego con aria palesemente dubitativa; di solito con lui ci si divertiva ed ora la noia scendeva su di loro e il colorato tappeto.
Avevano tentato di coinvolgere la mamma per convincerla a collaborare, ma lei rispondeva loro che se Giampiero era occupato dovevano rispettare la sua privacy.

Dopo qualche giorno però, la mamma incuriosita da quell’ordinato silenzio, bussando lievemente entrò nella stanza di Giampiero.
Quando si affacciò nella stanza sulla scrivania c’era soltanto un enorme foglio da disegno in bianco; Giampiero le rivolse un distratto sorriso e le disse che era concentrato su un’idea…

SEGRETO ??? ;-)

Bene, prima di condividere bisogna saper attendere, evidentemente il suo bambino aveva bisogno di riflettere, nascondendo la sua nascente creazione.
Un paio di giorni dopo, dal momento che la situazione era pressoché stabile, la preoccupazione ebbe su di lei il sopravvento.

Quando i bambini dormivano entrò nella stanza di Giampiero, la scrivania era vuota, ma una grossa cartella spiccava tra il muro e il mobile del letto, la mamma aprì pian piano la cartella e ne estrasse
tantissimi fogli che in un primo momento non seppe decifrare. L’intento del bambino era difficile da interpretare.

favole per bambini - Giampiero e le mappe mentali

Su ogni foglio era disegnato dal cielo la via Lattea, con le stelle, una specie di sentiero che portava sulla terra, al centro il nome della loro piccola città, poi il nome del quartiere, le vie adiacenti, l’illustrazione di una piccola casa, un punto rosso vicino la casa e, vicino al punto rosso un nome: GIAMPIERO. :-)

Era una specie di indicazione cartografica

Oltre che strano era a dir poco inverosimile perché nella seconda cartina al posto della loro città c’era Betlemme con la capanna e vicino al punto rosso ! Gesù Bambino.
Nelle altre cartine per la mamma non fu difficile individuare i nomi dei compagni del proprio figlio: Marina, Nino, Alessio, Rita, Marco, lorenzo, etc.

Erano tantissimi i disegni, il suo Giampiero aveva lavorato tanto, ora spiegavano quelle settimane di silenzio chiuso nella sua stanza…
Il perché e cosa rappresentassero era una cosa a lei del tutto sconosciuta.
Decise quindi per il riserbo del bambino di parlarne con la Maestra, Giampiero frequentava la seconda elementare, poteva anche essere un lavoro scolastico, anche se… nutriva in proposito dei seri dubbi.

L’intervento proponitivo della Maestra fu determinante per risolvere il mistero.  :-)

Ragazzi miei disse loro, quando tutti i bambini furono in aula: vorrei proporvi qualcosa di insolito e soltanto voi potete aiutarmi.
Siamo vicini all’Avvento di Natale e il Direttore della scuola ci ha chiesto espressamente se uno dei nostri allievi aveva un’idea o una domanda interessante da fare per questa particolare nascita
a cui assisteremo la notte della vigilia.

favole per bambini - Giampiero e le mappe mentali

Se qualcuno di voi potesse aiutarmi a documentare con qualche richiesta o illustrazione particolare vi pregherei di farlo al più presto perché il tempo incalza.
Giampiero si dimenava sulla sedia, non sapeva se era il momento e se mai lo fosse stato, che qualcuno fosse messo al corrente dei suoi reconditi pensieri.

Era una cosa tra lui e il Signore, o poteva condividere, magari avrebbero anche potuto aiutarlo a fare altre mappe… Fu così che irrazionalmente si trovò con la mano alzata.
Il repentino assenso della Maestra gli diede ragione, bisognava farsi avanti.

Fù così che il mattino dopo, una Maestra esterrefatta e trenta bambini con il naso in aria contemplavano i 25 disegni di Giampiero.
A quel punto la Maestra chiede a Giampiero una spiegazione logica e dettagliata di tutto quell’immenso lavoro svolto all’oscuro di tutti.

Beh… risponde Giampiero, ho preparato delle Mappe Mentali.
Ma le mappe mentali sono appunto dei percorsi che ci costruiamo nella nostra mente spiega la Maestra.

Si, lo so, ma quando LUI le vede, poi ne fa delle Mappe Mentali,
dice Giampiero con orgoglio.

LUI…. CHI ??? Giampiero ??? interroga la Maestra.

IL SIGNORE DIO !!!!!
favole per bambini - Giampiero e le mappe mentali

Ma tu perché hai fatto tutto questo, cerca di spiegare la Maestra, il Signore non ha bisogno delle mappe per raggiungerci, perché è questo il significato che volevi dare al tuo lavoro vero? Trovare
il modo per far raggiungere te e tuoi compagni dal Signore.
E’ così ?

Si è così, perché vede signora Maestra, se il Signore ha dimenticato il suo Bambino nella mangiatoia, è probabile che non riesca a ricordarsi di tutti noi.  :-)

LO so, LUI vede tutto, è per questo che ho pensato di disegnare dei grandi poster con delle Mappe Mentali che Lui può seguire quando le vede.
Piccolo Giampiero, questo lavoro ha dell’incredibile, ma tu devi sapere e vorrei spiegare a tutti, continua la Maestra: che il Signore Dio, come tu lo hai chiamato non ha affatto dimenticato il suo bambino nella mangiatoia.

LUI ci vuole talmente bene che ha diviso con noi la sua IMMENSITA’ facendo nascere Gesù Bambino nella grotta in modo che noi possiamo amarlo come i nostri stessi figli e come lui ama noi.
Ed essendo Lui stesso parte del Signore, anche così piccolo ci ama e ci protegge.

Allora ! Risponde Giampiero.

SIAMO NOI LE SUE MAPPE MENTALI ;-)

Si, Giampiero, lo abbraccia sorridendo la Maestra: Siamo noi le sue mappe mentali, perché LUI sa come raggiungere ciascun essere umano in qualsiasi instante della nostra vita.!

Per premiare la buona volontà di Giampiero che si era impegnato così a lungo, gli insegnanti di comune accordo appesero i poster tra le mura scolastiche e fuori dell’atrio dell’edificio appesero una lunga striscia con su scritto:

VIENI SIGNORE NOI SIAMO QUI’

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

Con questa piccola favola voglio ringraziare i miei nipoti che di giorno in giorno mi aiutano a CRESCERE !!!

Patrizia Serangeli

Ecco la mia manovra

ecco la mia manovra

Le tre parole chiavi sono: rigore, equità e crescita, stai pensando che ho preso un abbaglio, no, è quello che ha detto il presidente del consiglio Monti ed io condivido al 100%.

Sento già la tua voce: Giovanni stai scherzando, no, no, non scherzo solo che abbiamo associazioni d’idee diverse.

La manovra di cui sopra è associata solo ed esclusivamente al denaro, soprattutto le ultime due parole.

Queste sono le due idee:

  1. Manovra del governo: crescita = più possibilità che il popolo e ogni singolo individuo possa avere più soldi in tasca.

  2. La mia manovra: crescita = avere le tasche vuote (non completamente) ma, il cuore pieno di cose preziose da condividere con tutti.

Parlare in questo modo al popolo, far passare il messaggio che tutto deve andare dietro l’economia o che in ogni caso il denaro, la crescita economica sia la prima cosa, secondo me è un impoverimento palese.

Se un popolo ha come centralità in denaro, il profitto fine a se stesso, è un popolo morto, cadavere.

Giovanni… l’hai sparata grossa… sei un filosofo? no, ben altre persone hanno detto questo, io ho solo rispetto di questo ed è diventata la mia fissazione. :-)

ecco la mia manovra

Frontespizio del teatro massimo di Palermo:

  • L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita = crescita (questa è la vera crescita per un popolo.)

  • Vano delle scene il diletto ove non mira a preparare l’avvenire = equità + educazione (questo è ciò che s’intende per equità.)

Ecco cosa manca per una vera finanziaria!

Provo a interpretare le parole, che non sono parole messi lì a caso, ogni parola “a” un significato specifico.

  • L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita, poteva benissimo essere scritta anche così: l’arte è la vita dei popoli e invece no.

L’arte rinnova cioè vorrebbe dire che rende sempre più nuovi i popoli, come la linfa di un albero, come il sangue che scorre nelle vene, come il cibo per il cervello, rinnovare l’animo consolarlo.

Ne rivela la vita, cioè vorrebbe dire che l’arte rende un popolo vivo, anzi il termine sta a indicare il segreto della vita è nell’arte, questo è il vero significato del termine rivela.

Mamma mia che pensiero profondo è lontano dalla realtà di ciò che succede in questo momento.

Che straordinari principi avevano i nostri predecessori nel pensare all’arte, alla musica, al bene comune, niente di niente che ha a che fare con il denaro.

Per un attimo mi vengono in mente certe frasi o parole pronunciate da politici per giustificare i tagli alla cultura, non riesco nemmeno a scriverle! Brrrr mi vengono solo i brividi.

Dimenticavo il frontespizio continua così:

  • Vano delle scene il diletto ove non mira a preparare l’avvenire.

Vano, non è scritto inutile ma vano (effimero, caduco, fuggevole labile che non duri).

Il diletto ove non mira a preparare l’avvenire, poteva scrivere direttamente non serve a preparare l’avvenire e invece: Mira, cioè determinazione della direzione per centrare al meglio un bersaglio, fine, meta, scopo che si vuole raggiungere.

Mira a preparare l’avvenire, vorrebbe dire che il fine ultimo dell’arte e educativo, il contrario di ciò che avviene adesso che il pubblico dei teatri e fatto di adulti e…i bambini.

Penso a un cecchino con un’arma potentissima, l’arma della cultura e della musica, che immagine fantastica, che straordinaria possibilità che sperperiamo.

Giovanni… sto chiedendo a me stesso, ma davvero i nostri padri pensavano a questo? davvero questa è la forza della cultura e dell’educazione con la musica? Non ci credo! O forse non me lo vogliono far credere?

ecco la mia manovra

Il Frontespizio del Teatro Massimo mi farebbe dire:

Meglio avere le tasche vuote ma, il cuore pieno di cose preziose da condividere con tutti.

Dicono che è meglio parlare tre lingue, avere più soldi, comprare ciò che più ci piace, e sapendo tre lingue, puoi mandare a fare in c… i tuoi genitori o il prossimo! Vuoi mettere la soddisfazione!

Di contro la cultura che cosa ti potrebbe dare? La sensibilità di condividere ciò che hai con gli altri? Di accettare quelli che sono diversi da noi? Di abbracciare i tuoi cari? Di rispettare il prossimo?

Roba vecchia di altri tempi, il mondo sta cambiando STA CAMBIANDOOO? O lo stanno cambiando a misura di denaro e interessi?

Non ci sto’ capendo niente (forse) e tu…….

Il cagnolino claudicante

Il cagnolino claudicante

Il padrone di un negozio stava esponendo sulla porta un cartello con la scritta “si vendono cuccioli”.
Questo genere di annuncio attira sempre i bambini e difatti di li a poco un ragazzino si presentò nel negozio chiedendo: “quanto costano i cagnolini?” Il padrone rispose: “tra 30 e 50 €”. :-)

Il bambino mise la mano in tasca e ne estrasse alcune monete: “ho solo 2,37 € … Posso vederli?”. L’uomo sorrise e fece un fischio.
Dal retrobottega entrò correndo il suo cane seguito da cinque cuccioli.

Uno di questi però era rimasto molto indietro rispetto agli altri.
Il ragazzino subito indicò il cagnolino rimasto indietro che stava zoppicando: “Cosa gli è successo?”.
L’uomo gli spiegò che, quando era nato, il veterinario gli aveva detto che quel cucciolo aveva un’anca difettosa e che sarebbe rimasto zoppo per sempre.

Il bambino si commosse a quelle parole ed esclamò: “questo è il cagnolino che voglio comprare!”.
E l’uomo gli rispose: “no, non dovrai comprarlo! Se lo vuoi veramente te lo regalerò!”.

Il bambino rimase attonito e guardando l’uomo diritto negli occhi gli disse: “non voglio che lei me lo regali: vale tanto quanto gli altri cagnolini e io le pagherò il prezzo intero.

Se è d’accordo le darò subito i miei 2,37 € e 50 centesimi ogni mese fino a quando lo avrò pagato completamente”.
L’uomo rispose: “non vorrai davvero comprare questo cagnolino, ragazzo.
Non sarà mai in grado di correre, di saltare e di giocare come gli altri cagnolini!”.

Allora il bambino si piegò ed estrasse dai pantaloncini la sua gamba sinistra, malformata ed imprigionata in un pesante apparecchio metallico.
Guardò di nuovo l’uomo e gli disse: “questo non importa, anch’io non posso correre e il cagnolino avrà bisogno di qualcuno che lo capisca!”. :-)

L’uomo adesso stava mordendosi le labbra e i suoi occhi si riempirono di lacrime… Sorrise e disse: “ragazzo, mi auguro e spero davvero che ciascuno di questi cuccioli trovi un padrone come te.”

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