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Il segreto dei bambini

Guardando questo video, oltre a farmi un sacco di risate, la prima cosa che ho pensato è: sì, si può rimanere bambini.

Sì la musica, consente di rimanere bambini, questo è il segreto :-)

Io avevo qualche certezza dentro di me a tal proposito ma, la tenevo nascosta, non mi andava di dire che ero rimasto bambino, rischiavo di essere preso in giro.
Certo, alla tenera età di cinquantaquattro anni mi sono messo a scrivere fiabe e musiche per bambini, mi sembrava che ci fosse qualcosa di anormale.

Dopo aver visto questo video, mi sento più tranquillo, non sono il solo ad avere questa sindrome. :-)

Molti artisti, tengono vivo il loro lato bambino e giocoso nella loro attività, e proprio quando si entra in questa dimensione che la comunicazione diventa incontenibile, tremendamente coinvolgente.

Questo è un degli esempi più straordinari e divertenti, migliaia di persone coinvolte e divertite.

Che spettacolo!!!! :-)

Giovanni Ferraro
“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

 

 

Sembra una chiusa banale per una fiaba ma, alla fine del Primo Concerto della stagione di Concerti Didattici ed in Famiglia, realizzato a Palermo al Teatro Golden, questa semplice chiusura è stata liberatoria, scatenando un entusiasmo incontenibile. :-)

Le vicissitudini della cipolla sono state vissute in prima persona dai bambini presenti in sala, un tifo incontenibile.

Finalmente la cipolla aveva trovato la sua dimensione, la sua unicità, la sua importanza al di là delle apparenze.

Un concerto dai contenuti importanti.

Una fiaba, con un grande risvolto educativo. :-)

Ogni cosa nel creato, ha la sua importanza aldilà delle apparenze e spesso proprio le cose che, apparentemente sembrano meno significativi  hanno una importanza primaria.

Grazie a tutti i partecipanti di questo straordinario concerto, grazie ai bambini, grazie alla bellissima cipolla. :-)

Giovanni Ferraro
“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

Presentazione del primo concerto per Bambini e Famiglie, con “La storia della cipolla del Casale” Palermo -Teatro Golden -

Amici umani e musicisti, insegnanti e alunni, nonni e nipoti, genitori
e figli, impiegati e disimpiegati, civili e militari, suoceri e “generi
alimentari”,
Vi segnalo lo spettacolo “La storia della cipolla del casale”,
una fiaba didattico-musicale fortemente educativa. :-)

Attraverso la rappresentazione dei personaggi della favola, impersonati da specifici temi e strumenti musicali, strutturata dunque come nella celeberrima
“Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev, si affronta il tema dell’amicizia e del razzismo prendendo come pretesto il caso della “nostra” cipolla che, in quanto bianca, grassa e per di più fa piangere, viene emarginata dagli altri “PersOrtaggi” (il mais, il pomodoro, il fagiolino, la patata ecc.), ma che è ingrediente indispensabile nella gustosissima ricetta dell’Insalata del Casale. :-)

Nel corso della favola, si farà inoltre la conoscenza musicale” di altri
gustosi piatti a base di verdure e ortaggi, un intelligente modo di
affrontare anche il tema dell’alimentazione e rendere questi
importantissimi alimenti, gli eroi della favola, più “digeribili” e simpatici agli occhi dei nostri bambini. :-)

Primo concerto della stagione di musiche per bambini e famiglie. Palermo – Teatro Golden

Giovanni Ferraro

Pierino e il Lupo!!!

Pierino e il lupo, dal racconto musicale di Prokofiev, un cartone animato della Walt Disney

Non poteva mancare nel mio blog il racconto musicale per eccellenza. :-)

Il compositore ideò il brano come un “guida per bambini all’ascolto di musica classica”, così associò ad ogni personaggio della vicenda un differente strumento musicale.

Parallelamente nell’apertura di questa sequenza le ombre dei diversi strumenti musicali si trasformano nelle ombre dei diversi personaggi.

La vicenda narra di un bambino russo che sogna di diventare un grande cacciatore e che, benché suo nonno l’avesse rimproverato più volte, si mette in cammino per ammazzare un lupo che si aggira per i boschi intorno a casa di Pierino.

Nel suo viaggio incontra l’uccellino di nome Sasha, l’anatra Sonia e il gatto Ivan. :-)

I tre formano una comitiva e alla fine riescono a sconfiggere il lupo prima dell’arrivo dei cacciatori.

Il giovane Pierino è accolto con festeggiamenti per il suo atto di coraggio e sfila in un corteo con il lupo appeso ad un bastone e portato in tripudio, mentre i suoi nuovi amici accompagnano l’eroe. :-)

Giovanni Ferraro
“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

PS.  Seconda parte

Questa storia, narra di un tesoro nascosto in cima alla montagna dei Cento Denari, ma, nessuno sapeva esattamente cosa fosse.

Il tesoro si trovava esattamente nella radura in cima a questa montagna, dove si ergeva una grande pietra, lunga e affusolata, che sembrava puntare il dito verso il cielo.

La storia narra che, per poter trovare il tesoro bisognava scalare la montagna di notte ed evitare le trappole tese dal Motemagno, un essere dalla forza spaventosa in grado di sputare fuoco dalla bocca, colate di lava dagli occhi e fumo dalle orecchie, che abitava nella radura in cima alla montagna. :-)

Nella montagna la curiosità di sapere cosa fosse il tesoro e di trovarlo era fortissima e, tutti alla fine ci facevano un pensierino, i più accaniti erano: il Topo Campagnolo e lo scarabeo rinoceronte, il Trio col Pungiglione, il Trio  Succhiasangue ma, il vero problema era come riuscire a scalare la montagna di notte, al buio, avendo quel poco di luce per vederci e nello stesso tempo non farsi vedere dal Motemagno.

I più spavaldi era senza dubbio il Topo Campagnolo e lo Scarabeo Rinoceronte, due compari arroganti e presuntuosi sempre pronti a tutto. So’ io chi mi può aiutare: disse il Topo Campagnolo. :-)

Durante le mie scorribande notturne ho incontrato spesso una Lucciola, che fa quel tanto di luce che mi ci vuole e tra l’altro conosce benissimo questa montagna.

Stanotte la incontrerò sicuramente e  gli chiederò di aiutarmi.
Le notti, nella montagna erano sempre uguali, apparentemente sempre uguali, tranne quando spuntava la Luna Mannaggia che la illuminava di un chiarore strano, in quelle notti poteva succedere davvero di tutto, il motemagno riusciva  a vedere esattamente chi si muoveva nella montagna.

Per fortuna questa notte, era la solita notte e il Topo Campagnolo, insieme al suo degno compare,  si misero alla ricerca della Lucciola, non fu certo difficile trovarla ed infatti, la piccola luce che emanava si vedeva benissimo al buio. :-)

Il Topo Campagnolo subito le disse: Salve Lucciola, tu che conosci benissimo questa montagna, ci faresti un po’ di luce per arrivare in cima alla montagna per cercare il tesoro  evitando il Motemagno, se troveremo il tesoro ti daremo una bella ricompensa.

La Lucciola,  era un tipo generoso e gli rispose così: Io sono una semplice lucciola, nata per fare un po’ di luce di notte in questa montagna, quando manca la Luna Mannaggia, ti aiuterò senz’altro, questo è il mio compito e non ho bisogno di ricompense.

E così incominciarono a salire verso la radura in cima alla montagna.
La Lucciola illuminava la strada, mentre i due compari la seguiva da dietro.
Tutto sembrava andare per il meglio ma, arrivati vicino alla radura il Motemagno era in agguato e subito vedendo il topo, lo scarabeo  e la Lucciola avvicinarsi incominciò a scagliare una vera e propria pioggia di sassi. :-)

La Lucciola che stava sempre vigile sentito i rumori dei primi sassi, disse ai due compari : presto riparatevi sotto terra come fate di solito, io rimango dietro questo grande albero.
Dopo avere sfogato tutta la sua forza tirando i sassi il Motemagno stanco morto cadde a terra sfinito e….. adesso ci voleva una notte intera per riprendersi.

In quel momento la Lucciola disse al Topo e allo scarabeo: Presto, presto è il momento di continuare, il Motemagno non si riprenderà prima di domani.
Ed, infatti, continuarono a salire indisturbati e, presto si trovarono nella radura in cima alla montagna dove in mezzo c’era questa bellissima pietra affusolata lunghissima e sottile.

Sarò io a trovare il tesoro, disse il Topo, sarò il più ricco del mondo; no sarò io a trovarlo disse lo scarabeo rinoceronte, diventerò il re di questa montagna.

E cerca e cerca, e scava e scava, e scava e scava, e cerca e cerca, ma del tesoro non c’era nessuna traccia.
Dopo una notte intera di scavare e cercare, il Topo e lo scarabeo, stanchi e avviliti dissero: non esiste nessun tesoro in questa montagna e, presi dalla rabbia lasciarono lì la Lucciola e scapparono via, ma nel frattempo il Motemagno si era ripreso è…… allungata la sua lingua di fuoco li fece arrosto entrambi.

Saputo dell’insuccesso del Topo e dello scarabeo rinoceronte, il trio formato dall’Ape, dalla Vespa e dal Calabrone vollero provar a cercare il tesoro, in tre pensavano, sarà  molto facile trovarlo.
Incontrata la Lucciola le dissero: buona sera, Lucciola Generosa, tu che conosci bene questa montagna, ci faresti un po’ di luce per arrivare in cima alla montagna ed evitare il Motemagno, sarai adeguatamente ricompensata.

La Lucciola rispose: oggi è il mio giorno di riposo e mi serve per ricaricarmi e tra l’altro questa notte la montagna sarà illuminata dalla luna mannaggia ed è molto pericoloso salire. :-)

Ma il Trio col Pungiglione insistette molto, si  sentivano molto forti e tra l’altro erano anche armati.
La Lucciola pur sapendo che si poteva esaurire dalla stanchezza e perdere completamente la sua luce disse: Io sono una semplice lucciola, il mio compito e di illuminare la montagna quando manca la Luna Mannaggia ma, non appena la luna spunterà dovete continuare da soli.

Il Trio col Pungiglione accettarono con entusiasmo, si sentivano forti  e pensavano, in tre troveremo sicuramente il tesoro.
La Lucciola incominciò a salire ed illuminare la strada ma, la sua luce non era sempre accesa ogni tanto si spegneva, la stanchezza era in agguato, questo doveva essere il suo giorno di riposo.

I tre compari volavano intorno alla Lucciola e incrociando il loro pungiglione dicevano:tutti per uno, uno per tutti, sembravano i Tre Moschettieri. :-)
Erano a buon punto ma, ecco che la luna Mannaggia incominciò a fare capolino dalla montagna.

La Lucciola allora disse: non posso proprio andare avanti, sta arrivando la luna Mannaggia dovete sbrigarvela da soli.
L’Ape, la Vespa e il Calabrone incrociarono di nuovo il loro pungiglione e…tutti per uno, uno per tutti all’attacco.

Ma il Motemagno con l’aiuto della luce della luna Mannaggia, aveva visto benissimo i tre individui e…con una precisione chirurgica  bruciò per primo le ali per non farli volare, dopo bruciò il pungiglione per non farsi attaccare, ed infine li fece cadere in una fumante colata di lava.

Avevano fatto davvero una brutta fine!
Ormai nella montagna tutti sapevano della fine che avevano fatto il Topo Campagnolo, e il Trio col Pungiglione e c’era poca voglia di cercare il tesoro, ma la Pulce, la Zanzara Tigre e la Zecca vollero provare anche loro a cercare il tesoro. :-)

Il coraggio e la cattiveria di tutte e tre era insuperabile, non per niente erano chiamati il trio dei succhiasangue, quando succhiano il sangue si attaccano e non mollano la presa a costo di morire.
La notte successiva si misero alla ricerca della lucciola e non appena la incontrarono le dissero: salve Lucciola, tu che conosci bene questa montagna, ci faresti un po’ di luce per arrivare sino alla radura ed evitare il Motemagno.

La Lucciola stava recuperando le sue forze , aveva saltato il suo giorno di riposo e si sentiva molto stanca, sicuramente non sarebbe riuscita a scalare ancora una volta la montagna ma, il suo compito era quello di illuminare la montagna e non era capace di dire di no.
Vi aiuterò, disse la lucciola, ma sono molto stanca e ogni tanto dobbiamo riposarci per prendere un po’ di forze.

Iniziarono lentamente a scalare la montagna, e più salivano e più la lucciola perdeva le sue forze a la sua luce.
Sentiva che si stava esaurendo dalla stanchezza.
Intanto il Trio dei Succhiasangue si fregavano le zampe: saremo noi a trovare il tesoro, dicevano tra di loro. :-)

La Lucciola con fatica continuava  a salire , la sua generosità non la faceva fermare, ma il motemagno era ancora in agguato e sentendosi ancora una volta disturbato attaccò senza pietà il Trio dei Succhiasangue.
La Lucciola non ebbe la forza di avvisare i compagni di salita, ormai le sue forze erano al lumicino.

La rabbia del Motemagno era al massimo e scatenò tutta la sua forza: lava, fuoco, fumo ma, il Trio dei Succhiasangue si era accorto in tempo del nemico e cercarono di fuggire.
Presto scappiamo, disse la Zecca.
Il Trio scappava, il Motemagno inseguiva e lanciava fumo, lava e fuoco, bruciando tutto ciò che incontrava.

Non fu certo facile per il Motemagno.
Fu una lotta terrificante, sembrava di stare all’inferno.
Dopo una lunga ed estenuante fuga il Trio andò ad infrangersi in un bosco di ficodindia  carnivori, mentre il motemagno continuava a bruciare tutto ciò che incontrava, fino a perdere completamente le sue forze e non potersi più rialzare, tanto da morire bruciato dallo stesso fuoco che aveva appiccato.

La Lucciola che conosceva benissimo la montagna aveva trovato riparo in una piccolissima grotta, si sentiva molto, molto stanca e pensò: mi manca poco per arrivare  alla radura, lassù mi potrò riposare e riprendere un po’ di forza. Continuò a salire, ma era allo stremo delle forze.
Arrivata in cima alla montagna andò a sdraiarsi proprio sotto la pietra lunga e affusolata che sembrava volesse indicare qualcosa.
Le forze la stavano abbandonando, la sua generosità l’aveva portata a dare tutta se stessa; stava per morire. :-)

In quel momento, mentre era sotto la pietra si accorse che in effetti la pietra aveva la forma di un dito che indicava il cielo, e con le poche forze rimaste osservò con attenzione e quello che vide la lasciò a bocca aperta, sembrava che fosse stato preparato uno spettacolo unico tutto per lei.

Il cielo era puntellato di una infinità di stelle luccicanti, Sirio sembrava fargli l’occhiolino, i pianeti avevano improvvisato un balletto di colori, la galassia di andromeda insieme alle altre avevano fatto un bellissimo fuoco di artificio, una pioggia di stelle cadenti sembravano volerla rinfrescare , e anche se non poteva vederlo, un spettacolare campo di gelsomino di notte diffondeva un profumo inebriante.

Adesso, la Lucciola Generosa  aveva capito benissimo cos’era  il tesoro della montagna,  non era certo un tesoro di oro o pietre preziose, ma era il miracolo della bellezza della natura e quella notte era al massimo del suo splendore. :-)

Mentre osservava con incredulità, non gli sembrava di meritare tutto questo, una voce venne fuori dalla roccia: tu sei una semplice Lucciola,  con il compito di illuminare la montagna quando manca la Luna Mannaggia, ed hai svolto  il tuo compito senza pretendere niente e rischiando la tua vita, questo spettacolo è solo per te, solo donando si riceve.

Gli mancava  il respiro, non riusciva a capire se era per via della grande emozione o per l’intenso profumo di gelsomino  o per la grande stanchezza e, quando pensava che fosse arrivato il suo ultimo momento  di vita, ecco che il cielo incominciò a colorarsi di un arancione chiaro, il sole stava spuntando e il suo primo raggio colpì proprio lei ed incominciò a ricaricarla di energia, di luce e di vita.

La sua generosità  e il suo attaccamento al dovere erano stati premiati.
Presto si senti più forte e più felice di prima. :-)

Giovanni Ferraro
“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

Indicazioni di carattere generale

Fai ascoltare brani musicali brevi e molto diversi tra di loro, non scegliere, nella maniera assoluta, musiche banali o semplici ma, scegli sempre i grandi compositori e soprattutto fai in modo che le registrazioni delle musiche siano le più fedeli possibili, meglio ancora dal vivo. :-)

Il bambino ha una grande capacità di concentrarsi ma, più è piccolo e più è breve la sua capacità.

Elimina questo impedimento cambiando e variando e stando soprattutto attento alla sua lunghezza e ..ti raccomando non forzare mai, abbi tanta pazienza.

Non avere alcuna prevenzione nei confronti del tipo di musica anzi, vai alla ricerca della varietà, compresa anche la musica distante dalla nostra cultura.

Più le musiche saranno varie e diversificate e più grande sarà la stimolazione della sensibilità del bambino. :-)

Faccio un brevissimo esempio per chiarire meglio il concetto.

Il bambino che viene stimolato normalmente potrebbe avere percezione dei colori più semplici ma, mettendo in campo una diversificazione negli stimoli, il bambino potrebbe riuscire ad avere la sensibilità di vedere la più ampia gamma di sfumature di colori.

Ho fatto un esempio con i colori di proposito perché, anche in musica, vi è questa distinzione e rende bene l’idea.

La musica, anche nei bambini, è in grado di suscitare emozioni, quindi scegli le musiche che siano in grado di suscitare tutta la gamma di sensazioni ed emozioni. :-)

Non avere paura o timore per le sensazioni forti, l’importante che i bambini siano a stretto contatto con i genitori, il senso di protezione che ne deriva dalla loro vicinanza servirà da filtro, un po’ come succede per le fiabe.

Inoltre può darti una mano anche il fatto che la musica si possa collegare alle fiabe ed in questo caso le due cose si potenziano alla grande.

Musica, fiaba, immagini, un mix esplosivo, (distruttivo???, no educativo!!!) come puoi vedere nei miei “Racconti per Immagini” un prodotto nuovo per l’Italia frutto di tanto studio e ricerche in giro per il mondo virtuale e non.

Giovanni Ferraro
“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

La Virgola – mini fiaba

Spesso sono le piccole cose a fare la differenza; quale mezzo migliore per spiegarlo se non una piccola storiella?
Storielle e fiabe, il mezzo principe per educare i bambini sotto i dodici anni, come spiego nel mio progetto
“La Favola Vagante” :-)

C’era una volta una virgola seccata dalla poca considerazione in cui tutti la tenevano.
Perfino i bambini delle elementari si facevano beffe di lei.
Che cos’è una virgola, dopo tutto? Nei giornali nessuno la usa più.
La buttano, a casaccio.

Un giorno la virgola si ribellò :-)

Il Presidente scrisse un breve appunto dopo un lungo colloquio con il Presidente avversario: “Pace, impossibile lanciare i missili” e lo passò frettolosamente al Generale.

In quel momento la piccola, trascurata virgola mise in atto il suo piano e si spostò.

Si spostò solo di una parola, appena un saltino.
Quello che lesse il Generale fu:

“Pace impossibile, lanciare i missili”

E SCOPPIÒ LA GUERRA MONDIALE :-)

Giovanni Ferraro
“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

C‘era una volta un re e una regina, che erano ricchi e avevano tutto quel che desideravano, ma non avevano figli.

La regina se ne doleva giorno e notte e diceva: -Sono come un campo dove non cresce nulla-.

Finalmente Dio la esaudì: quando però il piccolo venne al mondo, non aveva l’aspetto di un bimbo, ma di un asinello.
Quando la madre lo vide, prese a piangere e a lamentarsi più che mai: avrebbe preferito non avere figli, piuttosto che avere un asino! E disse che bisognava buttarlo in acqua perché‚ lo mangiassero i pesci.

Ma il re disse: -No, Dio ce l’ha dato, e sarà mio figlio e il mio erede; dopo la mia morte salirà al trono e porterà la corona regale-.

Così l’asinello fu allevato, diventò grande e gli crebbero anche le orecchie, belle lunghe e diritte.

Ed era d’indole allegra, saltava, giocava e aveva una particolare inclinazione per la musica, sicché‚ andò da un famoso musicista e disse: -Insegnami la tua arte, ch’io possa suonare il liuto come te-.

Ah, caro principino- rispose il musicista -vi sarà difficile, le vostre dita non sono proprio fatte per questo, sono troppo grosse; temo che le corde non reggano.

Ma non vi fu scusa che tenesse, l’asinello voleva suonare il liuto ad ogni costo, era ostinato e diligente e finì coll’imparare a suonarlo come il suo maestro.

Un giorno, mentre andava a spasso soprappensiero, giunse a una fonte; vi guardò dentro e nell’acqua, chiara come uno specchio, vide riflessa la propria immagine di asinello.
Ne fu così avvilito che se ne andò per il mondo, seguito soltanto da un compagno fedele.

Andarono di qua e di là, finché‚ giunsero in un regno, governato da un vecchio re, che aveva un’unica figlia, bellissima. L’asinello disse: -Ci fermeremo qui-. Bussò alla porta e gridò: -Qui fuori c’è un ospite: aprite che possa entrare-.

Ma siccome non aprirono, si sedette, prese il liuto e si mise a suonarlo dolcemente con le zampe.
Il guardiano fece tanto d’occhi, corse dal re e disse: -Là fuori, davanti alla porta, c’è un asinello che suona il liuto da maestro!-.

Fa’ entrare il musicista- disse il re.

Ma quando l’asinello entrò, tutti si misero a ridere di quel suonatore di liuto.
Ora l’asinello avrebbe dovuto mangiare con i servi, ma si sdegnò e disse: -Non sono un volgare animale da stalla, ma un asinello nobile-.

Allora gli dissero: -Se è così, mettiti con i soldati-.
No- rispose egli -voglio sedere vicino al re.
Il re si mise a ridere e disse allegramente: -E sia come vuoi, asinello, vieni qui con me-.
Poi gli domandò: -Asinello, ti piace mia figlia?-.

L’asinello volse la testa verso di lei, la guardò, annuì e rispose: -Moltissimo! Non ho mai visto fanciulla tanto bella-.
Bene, allora siediti anche vicino a lei- disse il re.
Volentieri!- rispose l’asinello. Sedette al suo fianco, mangiò e seppe comportarsi gentilmente e con cortesia.

Dopo aver trascorso un certo periodo alla corte del re, la nobile bestiola pensò: “A che giova tutto ciò? Devi tornare a casa”.
Chinò tristemente il capo, si presentò al re e chiese commiato.
Ma il re gli voleva bene e disse -Asinello, che cos’hai? Hai la faccia agra come l’aceto. Ti darò tutto ciò che desideri. Vuoi dell’oro?-.

No- rispose l’asinello, e scosse il capo.
Vuoi degli oggetti preziosi, dei gioielli? No. Vuoi metà del mio regno? -Ah no!-
Se solo sapessi cosa ti può render felice! Vuoi la mia bella figlia in sposa?-

Ah, sì- disse l’asinello, e tornò d’un tratto allegro e di buon umore, poiché‚ era proprio quel che desiderava.
Così si celebrarono le nozze con gran pompa.
La sera, quando lo sposo e la sposa furono condotti nella loro cameretta, il re volle sapere se l’asinello si comportava sempre con grazia e a modo, e ordinò a un servo di nascondersi nella stanza.

Quando furono entrati, lo sposo mise il catenaccio alla porta, si guardò attorno e, credendo di essere solo con la sposa, buttò via all’improvviso la sua pelle d’asino, e apparve come un bel giovane di sangue reale.
Vedi dunque chi son’io?- disse. -E che sono degno di te?

La sposa era felice, lo baciò e gli volle bene di cuore.
Quando si fece mattino, però, egli balzò in piedi, indossò di nuovo la sua pelle d’asino e nessuno avrebbe mai immaginato chi vi fosse là sotto.
Poco dopo arrivò anche il vecchio re -Ehi!- esclamò -l’asinello è già sveglio! Ti rende molto triste- disse alla figlia -non avere per marito un uomo?

Ah no, caro babbo, l’amo come se fosse il più bello degli uomini e lo terrò per tutta la mia vita.
Il re si meravigliò; ma il servo, che si era nascosto nella camera, andò a rivelargli tutto.
Disse il re: -Non ci crederò mai!-

Vegliate voi stesso la prossima notte, e lo vedrete con i vostri occhi. E sapete, Maestà? Portategli via la pelle e gettatela nel fuoco, così sarà costretto a presentarsi con il suo vero aspetto.
Il tuo consiglio mi piace- disse il re; e la sera, mentre dormivano, entrò di soppiatto nella camera, e, avvicinatosi al letto, vide al chiaro di luna uno splendido giovane addormentato; e la pelle d’asino giaceva a terra.

Allora egli la portò via e fuori fece accendere un gran fuoco, vi fece buttare la pelle e rimase là davanti, finché‚ non fu ridotta in cenere.
Ma siccome voleva vedere che cosa avrebbe fatto il derubato, vegliò tutta la notte, origliando.

Quando il giovane si svegliò, alle prime luci dell’alba, si alzò e voleva indossare la pelle d’asino, ma non riusciva a trovarla.

Allora si spaventò e disse, pieno di tristezza e di paura: -Ora devo cercare di fuggire-. Ma quando uscì, si trovò davanti il re, che disse: -Figlio mio, dove vai così di fretta? Resta qui! Sei così bello, non devi lasciarmi.
Voglio darti metà del mio regno, e dopo la mia morte l’avrai tutto-.

Speriamo che tutto finisca bene com’è cominciato!- rispose il giovane –
Resto con voi.
Allora il vecchio gli diede la metà del suo regno e l’anno dopo, alla sua morte, il giovane lo ereditò per intero.

Inoltre, alla morte di suo padre, ebbe un altro regno ancora, e visse ricco e felice.

Fiaba dei fratelli Grimm

Giovanni Ferraro

“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

In questi periodi di alluvioni  e di altre calamità naturali mi viene in mente quello che dice M. Fukuoka:  
L’uomo non può comprendere la natura.

Io aggiungo, gli va apertamente contro,  con tale accanimento che non riesco a capire, pare accanirsi contro se stesso, perché la natura chiede un prezzo, prima o poi, molto ma molto alto.

L’uomo si vanta di essere l’unica creatura con la capacità di pensare.

Pretende di conoscere se stesso e il mondo naturale, e crede di poter usare la natura a proprio piacimento.
E’ anche convinto che intelligenza sia sinonimo di forza e che qualsiasi cosa sia alla sua portata.

L’umanità, evolvendosi, compiendo progressi nella scienza e ampliando smisuratamente  la sua cultura materialistica, si è via via allontanata dalla natura ed è finita per costruire una civiltà propria, come un bambino capriccioso che si ribella alla madre.

Tuttavia queste frenetiche attività, queste città gigantesche, hanno portato l’uomo verso gioie vuote e disumanizzate, verso la distruzione del proprio ambiente, mediante lo sfruttamento indiscriminato della natura.

La dura punizione per esserci allontanati dalla natura e averla depredata della sue ricchezze, si manifesta con l’impoverimento delle risorse naturali e alimentari, gettando un’ombra oscura sul futuro del genere umano.

Dopo aver aperto gli occhi sulla gravità della situazione, l’uomo ha finalmente cominciato a considerare il da farsi, ma, a meno che non sia disposto a un serio esame di coscienza, non potrà fare a meno di seguitare sulla via della totale rovina.

Estraniatasi dalla natura, l’esistenza umana diventa vana, la sorgente vitale e la crescita spirituale si inaridiscono.

L’uomo si ammala e si indebolisce sempre di più a causa della sua strana civiltà che altro non è se non una inutile lotta per un frammento di tempo e di spazio

L’UOMO NON PUÒ COMPRENDERE LA NATURA!!!

Giovanni Ferraro

“Fissato”  per la musica, la natura, e l’educazione dei bambini

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