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Le fiabe sono vere!!!!!

Le fiabe sono vere. Sono una spiegazione generale della vita, sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna: le prove per confermarsi come essere umano. Contengono la sostanza unitaria del tutto, uomini bestie piante, cose. L’infinita possibilità di metafmorfosi di ciò che esiste (I. Calvino)

Tutto è possibile!!!

Giovannino, abitava in una piccola casetta in campagna.
Questa casetta era situata in una montagna dove si vedono solo pochi alberi e sassi  enormi.
Un deserto …..apparentemente!!!
In realtà quella montagna aveva tanto da insegnare a Giovannino. :-)

Un giorno, andando in giro per la montagna, da una certa distanza, vide una biscia molto grande e lunga, aggrovigliata con una piccola lucertola.

Nonostante la sua  paura per i serpenti, si avvicinò per soddisfare la sua innata curiosità ma,  non riusciva a vedere esattamente.

“Beh”…..pensava, “la biscia sta’ mangiando la lucertola”. :-)

Ma curioso come era, voleva vederci chiaro; si avvicinò piano piano e con molta cautela.

Gli animali si dimenavano con molta frenesia; da come erano aggrovigliati, era veramente difficile capire, qual’era la realtà.

La piccola lucertola, aveva addentato la testa della biscia e non mollava la presa per nessuna ragione.
Giovannino  faceva fatica a credere a quello che era davanti ai suoi occhi.

Sembrava una lotta impari ma, la lucertola aveva trovato un appiglio, una soluzione geniale. :-)

La montagna stava dando uno dei suoi messaggi a Giovannino.

TUTTO È POSSIBILE,
ognuno, nell’apparenza può sembrare fortissimo ma, c’è sempre un punto debole su cui appigliarsi


SEMPRE!!!

Giovanni Ferraro

Il chicco di riso

Il bambino disteso in un lettino d’ospedale, guardava fisso il piatto con il cibo che avrebbe dovuto sostenerlo quel giorno della sua giovane vita. :-)

Naturalmente non aveva fame, ma nonostante fosse stanco,…..tanta

curiosità.

Era sua netta convinzione che il chicco di riso, appollaiato sul bordo del

cucchiaio lo stava fissando. :-)
Ne era talmente convinto che le sue labbra si mossero

involontariamente pronunciando : che cosa vuoi?

perché mi guardi così ?

Ah, rispose il chicco di riso, ti sei accorto di me ?

Certo che mi sono accorto di te, non sono mica scemo,

rispose il bambino : sembra tu mi voglia sfidare !

Si, certo è proprio quello che ho voglia di fare, sfidarti,,,

disse il chicco. : Che cosa credi, di poter forse buttare nella spazzatura

tutti i miei fratelli che si stanno sacrificando per te?

Tu hai il dovere di mangiare per poter guarire, e anche se è doloroso,

ognuno qui  ha il proprio compito.

Dunque affrettati ad aprire quella bocca e pulire piatto e cucchiaio.

E…ricordati, anche quando non ci sarò più, che anche un

chicco di riso merita rispetto.!

Il bambino si guardò intorno sospettoso, non poteva credere alle proprie orecchie, era proprio il chicco di riso che aveva parlato.

Bene, allora per farlo smettere non resta altro da fare che

mangiare in tutta fretta.

E….. mentre ingoiava i chicchi di riso gli sembrò di sentire un piccolo

solletico in gola, seguito da un forte benessere energetico.

Non voleva credere di aver vissuto una piccola magia, ma in fondo anche

se lo avesse immaginato, un dono lo aveva ricevuto ; quello della buona

volontà che prevale sulla debolezza.!!!!!!!!!!

Patrizia Serangeli

Un piccolo anticipo di Pasqua affidato al talento di Cleonice Parisi :-)

Riccardino che aveva Gesù vicino – La favoletta della Pasqua

La luce del mattino filtrava lenta e le ombre nella stanzetta di Riccardino tardarono un pochino.

Riccardino oggi è il grande giorno!

Disse la mamma, la felicità accese il  visino di quel fragile bambino, che non aveva mai lasciato il suo lettino.

Mamma tieni, attaccalo!

Disse Riccardino con orgoglio mostrando un foglio con un disegnino, che rappresentava un bambino con in braccio un agnellino. La mamma prese il disegnino complimentandosi con Riccardino, mentre cercava un punto vuoto sull’armadio, un impresa resa assai ardua data la quantità di disegnini, che il bambino aveva fatto negli ultimi giorni.

Amore ormai non si contano più i disegnini con l’agnellino, posa quella matita, papà è giù in giardino tra poco gli porteranno l’agnellino e tu potrai finalmente stringerlo tra le braccia.

Improvvisamente il papà varcò la soglia con in braccio un agnellino da latte, Riccardino era fuori di se dalla gioia, mentre la mamma cercava di contenerlo:

Amore non ti agitare, il tuo cuoricino.

Riccardino allungava le braccine verso l’agnellino  che belava disperato e impaurito.

Papà dallo a me lo calmo io, ha solo paura!

Il papà lo depositò tra le braccia di Riccardino, e le sue carezze calmarono immediatamente il piccolo agnellino.

Quanto è carino!

Disse Riccardino tutto sorrisi. La mamma e il papà guardavano Riccardino commossi sino alle lacrime.

Mamma perché a Pasqua si uccide l’agnellino.

Disse improvvisamente rattristato il bambino.

Amore dell’ agnellino è quello il destino.

Rispose la mamma.

E’ nato per morire? Perché deve soffrire?

Chiese il bambino tra le lacrime.

E’ un sacrificio dovuto, un tributo al cielo. Lui si sacrifica per ricordare agli uomini di buona volontà di quando l’agnello di Dio, Gesù,  fu messo in croce per portare al mondo la sua pace.

Ho capito!

Disse fintamente convinto il bambino, mentre continuava a carezzare l’agnellino.

Mamma Gesù è qui vicino, e dice non uccidete più l’agnellino è innocente come un bambino.

Disse Riccardino sempre più affannato.

Mamma  Gesù dice che la vita è amore e pace, e di smettere di emulare la croce.

Queste furono le ultime parole di Riccardino prima di sprofondare nel suo cuscino in un sonno che non avrebbe visto un altro mattino. Quel giorno Riccardino si spense mentre stringeva tra le braccia il suo agnellino, una morte annunciata  da quando la sua vita era nata. La mamma e il papà lo strinsero in un abbracciò che sapeva di eternità e l’agnellino prese a leccargli il pallido visino e su tutti i disegnini appesi sull’armadio, accanto al bambino con l’agnellino apparve il volto di  Gesù vicino. :-)

A Pasqua non uccidete l’agnellino è innocente come un bambino.

Grazie Cleo

Questo pesciolino si salverà senz’altro.

Stamattina, sono entrato dentro un blog di un’amica dove c’era scritto: ………..

se con questo sarò riuscita ad aiutare anche una sola persona, questo sforzo non sarà stato inutile.

Queste parole, mi hanno fatto venire in mente una storiella.

La scrivo come la ricordo :-)

In una spiaggia dell’oceano c’era un vecchietto che, freneticamente raccoglieva dei pesciolini che, l’alta marea aveva riversato nella spiaggia e li ributtava a mare.

Un persona vide questa scena, si avvicinò al vecchietto e disse: non puoi salvarli tutti, sono troppi, lascia perdere e tempo perso. :-)

Il vecchietto, senza scomporsi minimamente rispose:

Hai ragione, non potrò salvarsi tutti ma…..si chinò ancora una volta, prese un ulteriore pesciolino lo buttò a mare e…. rivolgendosi a quella persona disse: Questo si salverà senz’altro.

Beh …..io me la ricordo così.

Alla prossima!!!

Giovanni Ferraro

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