In questa giornata di ricordo dello Shoah, giustamente si moltiplicano le attività di sensibilizzazione a che questo non accada più.
Particolarmente toccante questa poesia di Joyce Lussu: Un paio di scarpette rosse,
trovare una musica di sottofondo, per poterla recitare degnamente e soprattutto sostenere il climax di assoluta disperazione non era facile ma, grazie alla musica del mio amico Gaetano Montalto ci sono riuscito, almeno penso, giudica tu!
Scarica la musica e mettila di sottofondo e poi… prova a recitar la poesia, io non ci sono riuscito ad arrivare alla fine sigh…
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
Joyce Lussu
Di seguito alcuni suggerimenti di storielle, filastrocche, musiche che si adattano a questa giornata particolare.
La storia della cipolla del casale, racconto musicale che parla di una cipolla emarginata per il suo colore, la sua grassezza e perché fa “piangere” , trovi il materiale per una recita scolastica in questa pagina:
Tra Natale, Capodanno, Epifania, la musica ci invade dappertutto: In televisione, alla radio, nei teatri, nelle chiese, dovunque si fa festa con la musica, con la dovuta attenzione ai cori dei bambini e ai concerti per bambini.
Accidenti, ma è un mondo fantastico e la musica ne è il motore principale.
Stento a crederci, il mondo e davvero cambiato, finalmente la dovuta e giusta attenzione alla musica e ai nostri bambini.
Era ora, tutti hanno capito l’importanza della musica e sicuramente continueremo così per tutto l’anno.
SVEGLIA Giovanni, come al solito ti illudi, finito il periodo delle feste, ritorneremo a non vedere niente di importante in televisione, tranne che magari alle due di notte una bella opera mentre noi facciamo sonni tranquilli e beati.
Mentre per i nostri bambini, basterà qualche “bella canzoncina” cantata durante qualche trasmissione pseudo musicale o magari durante un programma con delle belle ricette.
Allora in cambio di dire evviva la musica! evviva l’Italia! Evviva i nostri bambini!
Dico: ev…viva la musica? Ev…viva l’Italia? Sono vivi i nostri bambini?
Questa è la domanda che mi viene spontanea e aimeh…so pure la risposta! sigh!
Non può essere viva l’Italia, la musica e i nostri bambini e noi stessi se la musica è solo un fatto occasionale, se la musica è solo legata al divertimento.
La musica e una delle arti più nobili e più alte, qualcuno dice che la musica ci avvicina a Dio.
Facciamo finta che non sia vero ma, se fosse vero? Dobbiamo stare così lontano da Dio e dalla musica per un anno.
Forse sono andato troppo in alto, torno un attimo indietro; la musica è cultura, educazione della nostra sensibilità, anche così non ci siamo neanche.
La realtà purtroppo è che abbiamo il cervello invaso dallo “spred” e dobbiamo ritornare a darci da fare con la crescita.
Non possiamo pensare a cose “frivole” come la musica, che poi ci avvini a DIO…e tutto da dimostrare.
Pensiamo al denaro questo si che ci avvicinerà al benessere, o forse ci avvicinerà a qualcos’altro o a qualcun altro.
Evviva l’Italia, evviva la musica o ev…viva l’Italia? Ev…viva la musica?
Siamo vivi.
Beh…scegli tu! Cosa ne pensi?
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